Lettera aperta alla ragazzina del piano di sotto
Cara ragazzina,
se mai dovessi leggere queste due righe, sappi che non c’è niente di personale se non un modestissimo vaffanculo.
Vaffanculo per tutte quelle volte in cui studiando, ti sento fare da corista all’ultimo cd di quella santa donna di Anna Tatangelo.
Vaffanculo, per tutte quelle matite che mi fai rompere quando intoni gli acuti di Laura Pausini.
Vaffanculo per ogni volta che fai abbaiare il tuo cane nel momento in cui starei cercando di ripetere concetti a dir poco ostici per il mio cervello, già affuscato dai fumi dell’alcool della sera precedente.
Apro e chiudo. Se mai dovessi salire per chiedermi qualcosa, sarò lieto di regalarti un tizzone ardente. Sarai libera di metterlo un po’ dove più ti pare.





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