Cose da fare per settembre: contattare un psicologo o uno psicoterapeuta esperto. Oltre alla mia natura tipicamente borderline adesso si sta affacciando un nuovo disturbo mentale: la crisi di identitĂ .

Capita al sottoscritto di partecipare ad una festa di laurea di un perfetto sconosciuto, amico di un amico, personaggio curioso non meglio descrivibile con parole del lessico comune, nonché, secondo le indiscrezioni, figlio di due imprenditori di fama locale. [sarà…]

Tipica situazione estiva alto-borghese: casale in campagna addobbato a festa, camerieri, freddo e umiditĂ .
Una festa senza dubbio equa: ad numero di persone di etĂ  compresa tra i 60 e 70 anni, corrispondeva equamente un numero di ragazzi di etĂ  variabile tra i 20 e 30 anni. Ogni possibile traccia di quarantenne era stata fatta fuori; probabilmente eventuali rappresentanti della categoria vennero trucidati e dati in pasto ai maiali che il giorno dopo avrebbero servito per pranzo. Dettagli trascurabili.

Ore 23.00. Gli ultimi invitati tardano ad arrivare, colti da spasmi muscolari dovuti alla fame, tutti quanti iniziano ad avvicinarsi alla lunga tavolata-buffet per non perdere “la priorità acquisita”. Vedere e non toccare: questa la regola del gioco.

Intanto il diggei prende postazione e invita il popolo di anime erranti a salutare con un caloroso applauso il festeggiato. Per essere cortese e al fine di rendere meno manifesto il mio dissenso, optai per un sempre degno applauso in play-back [di quelli al rallentatore, senza rumore, che non prevedono lo scontrarsi dei due palmi].

Fatti i doverosi saluti al rompollo, ci si butta nella mischia per riuscire ad accaparrare qualche tartina, qualche oliva e qualche non-so-chè dal sapore ricercato e dal gusto d’altri tempi: la frittata di verdure.
Ci si accomoda alla ben meglio sfruttando i pochi posti disponibili rimasti, quando sul più bello, una voce inizia ad urlare “Antonio… Antonio!!!”

Lei, bionda, corpulenta, sulla sessantina, inizia a fissarmi e continua “Antonio… mi vedi e non mi saluti… monello…”
Monello io?
Io replico “Signora si sta bagliando.. non sono Antonio sono … [omissis]!”
Lei continua “Non dire bugie, sei Antonio…”

Per concludere il tragicomico siparietto, che non poco interesse stava riscuotendo tra le folte schiere di curiosi che giĂ  da un pezzo avevano abbandonato il diggei ai suoi gorgheggi, decido di avvicinarmi alla Famme Fatale dal capello in tenuta perfetta:

“Signora, non ci conosciamo ma La saluto lo stesso” - con tanto di sorriso Durban’s e stretta di mano annessa;
Lei, quasi in estasi per un falso sorriso ricevuto, che inesorabilmente le avrĂ  ricordato la sua rosea gioventĂą:
“Io sono la zia Anna, sono una amica di famiglia…” - ammiccando a piene rughe.

Tra lo stupore dei parenti che assistevano increduli alla scena e lo sfottò di amici e conoscenti che vedevano me come protagonista indiscusso della serata, la festa iniziava lentamente a carburare alimentata da fiumi di sangria alternata ad una intermittente degustazione di Alexander di bassa qualità.
[questi ricchi, a volte così pezzenti]

Mentre il sottoscritto era diventato per tutti il vispo “Antonio”, il diggei di cui sopra, mixava le hit delle estati del decennio scorso, un revival in stile Music Farm: Paola e Chiara, Corona, Alexia, Gigi D’Agostino, La Bouche, Whigfield e tutti gli altri cantanti del Festivalbar, quando al secolo, era ancora presentato dalla Panicucci.

Scatenati e inebriati dai fumi dell’alcol, e accompagnati dalle note di “…this is the rhythm of the night… oh night… oh yeah…”, il mio amico [colui che tutti conosce e che tutti ad ugual modo tratta], viene avvicinato dalla sorella del festeggiato, ovvero la vera star della serata, o meglio colei che tutti non potevano far a meno di notare. La personificazione della tentazione e della lussuria.

Piccola descrizione: bionda, carnagione chiara, alta, slanciata, ombretto nero per dar maggior risalto all’iride azzurro, vestitino stretch color rosso fuoco e minigonna inguinale in coordinato, nonché promessa sposa [secondo fonti accertate] di un individuo dotato dello stesso charm di una medusa morta sulla riva della spiaggia, ma di facoltosa stirpe.

Lei raggiante più delle luci stroboscopiche che in quel momento sincopavano “think about the way…”, parla con il mio amico guardandomi fisso negli occhi. Non riuscendo a capire di cosa stessero parlando, aspetto che egli faccia ritorno per chiedergli maggiori dettagli:
Lui: “non ci puoi credere, mi ha chiesto se per caso tu fossi Antonino di Amici della De Filippi, ne era convinta”

Da quel momento ho smesso di degnarla del mio sguardo e mi sono lanciato in un suggestivo trenino i cui vagoni di punta erano due arzille signore di età non inferiore ai 65 anni, così ammaliate dal fascino di “Antonio” che cercavano in tutti i modi di attaccar bottone in ogni modo possibile, sia lecito, che illecito, che immorale. Per lo meno erano facoltose…

E intanto combatto per l’affermazione del mio “io” combattuto tra quattro differenti personalità:
Gryphius, [omissis], Antonio e Antonino di Amici.
Inizio a contattare l’istituto di igiene mentale?

Postato in: Diario.di.Border
Luglio 30th, 2007

Squola. Facciamo un rapido calcolo:
- a settembre, prima che i docenti inizino regolarmente a “fare lezione”, passano in media quelle due/tre settimane di completo nullafacentismo in aula.
- gli studenti, specie al sud a causa del clima, sono soliti ritirarsi giĂ  a partire dal 20 maggio
- tra feste patronali, giorni rossi [di calendario] che il piĂą delle volte vengono allungati causa ponte, feste di carnevale, scioperi, assemblee sindacali, autogestione [questa sconosciuta], assemblee di istituto et similia, vengono perse dalle due alle tre settimane di lezione
- referendum, elezioni ed eventuali ballottaggi portano via circa sette giorni dal registro di classe
- feste comandate di Natale e Pasqua accumulano un monte ore pari a 21 giorni di riposo

A conti fatti vengono persi circa due mesi di lezione per festivitĂ  di varia natura.
Per ovviare a tutto questo, a Roma, i nostri politicanti, sia di questa che di quella fazione, sono impegnati nella progettazione di un nuovo calendario scolastico che dal 2008 prevederà una estate più corta e garantirà agli studenti più ponti durante l’anno.

Prima o poi, proveranno anche a ridurre il numero giornaliero di ore di lezione.
Questo è il quadro della [d]istruzione italiana.

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Luglio 25th, 2007

Nel bene o nel male.
Sole, mare, calore e cocco bello. Se questi quattro elementi non riescono a rappresentare al meglio quella che viene definita “l’estate perfetta”, aggiungere a piccole dosi, una attenta lettura di riviste specializzate del calibro di Dippiù, Chi e Diva&Donna.

Capita così di leggere che la Ventura è alle prese con il lancio della sua linea moda “Star Chic” e che Edoardo Costa, il divo delle Soap nostrane, sia intento nella promozione della sua Actor Studio milanese.
Tutta roba di qualitĂ  per intenderci.

Tutti si riciclano. Anche io dovrei muovermi in questa direzione e buttarmi in questo nuovo business.
Che ne so, magari proporre una nuova linea di intimo. Una linea discreta per la persona qualunque, che vede nella mutanda bicolor il suo modello di punta: gialla davanti e marrone dietro.
Di sicuro, in Francia sarebbe un successone.

Oppure dovrei ingaggiare uno di quei designer eclettici dell’Ikea e proporgli la progettazione di un clistere multiuso che sia funzionale anche come suppellettile. Già me lo vedo lo slogan: “un clistere è per sempre”.
E come volto della campagna pubblicitaria quella simpaticona della signora Daniela, la rappresentante per eccellenza del pubblico parlante di Uomini e Donne.
Da usare in cucina per inumidire l’arrosto, in spiaggia come surrogato al super-liquidator e in casa per ungere le giunture delle porte.

Sì, ce la posso fare anche io.

Postato in: Diario.di.Border
Luglio 23rd, 2007

Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da wordpress e dalla compagnia di telecomunicazione mobile del “magic number”, oggi posso postare via mms.

Il mio pc ha smesso di respirare e in questo momento si trova nel reparto terapia intensiva presso una delle cliniche CDC associate.

Aspetto con ansia il tuo ritorno, ti voglio bene, non puoi abbandonarmi.

[e intanto dovrei pensare a cosa farne di questo callo che mi sta spuntando sul pollice]

Postato in: Life & Style
Luglio 20th, 2007
19
Lug

Miss Simpatia

Ci sono poche certezze nella vita. Una fra tutte è schematizzabile nel seguente enunciato:
“i tormentoni estivi [qualora esistano] stanno al Festival, come il panettone e il pandoro stanno al lunedì di Pasquetta”.

Non è possibile continuare a spacciare come successi dell’estate canzoni che vengono trasmesse in loop dalle radio giĂ  da marzo, è da folli. Ma soprattutto è da degenerati comprare una compilation che puzza giĂ  di cadavere e che brilla come un fuoco fatuo. Ci dessero almeno gli incentivi alla rottamazione. C’è tutto quel “tesoretto” da sfruttare…

Perché non abolire questa insana abitudine? Perché Silvestrin non invecchia mai? Perché la Canalis fa finta di non essere una velina? Perché Golia [quello delle Iene] non si trova un lavoro serio? Tiene pure famiglia

Tutti sanno che le case discografiche si danno guerra a luglio. Mica fessi.
O per lo meno ciò è quello che contraddistingue il marketing delle Major americane.

In Italia, il bel pese dalle menti dormienti eternamente assopite, inutile dirlo,  funziona diversamente. Rimodulo: non funziona nulla.
L’innovativa trovata di quest’anno, fortunatamente ancora in sordina, è un riciccio della famosa rissa radiofonica tra Eamon [i don’t want you back] e la sua ex fiamma Frankee [fuck you right back].

Protagonisti questa volta, gli italianissimi Fabri Fibra e Miss Simpatia, sua ex fidanzata o presunta tale. Pari pari alla sua collega americana, ha inciso un singolo carico di odio, di rancore, di luoghi comuni e di rime dall’alto valore sovversivo [le donne si dividono in mignotte e puttane: tua madre ha deciso da che parte deve stare?].
Rabbrividiamo [emulando la Massironi].
Roba da fare invidia alla nuova hit della Lecciso per intenderci.

L’album d’esordio [sempre tra virgolette], dovrebbe intitolarsi “Gambe Chiuse”. Sembra che la bocca resti invece irrimediabilmente aperta.

Totoscommesse sul nuovo titolo del cd di Fibra: “Pacco Fragile”?

Postato in: First Listen
Luglio 19th, 2007