Di questo passo finiremo con l’ importare anche il giorno del ringraziamento e quel bel tacchino ambrato da tenere come centrotavola durante la cena. Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno.

 

E poi dicono che noi italiani non siamo aperti alle altre culture e che siamo un popolo chiuso.

E ci laviamo le mani mettendoci a confronto con i Francesi.

Fine della demagogia spicciola. Almeno per oggi.

 

Mentre voi tutti starete sicuramente organizzando la vostra "seratona" in maschera, il sottoscritto starà provvedendo ad incartare pillole e farmaci scaduti con pellicole plastificate multicolore.

 

Perchè il vero scherzetto lo si fa a chi non lo merita.

Venite pure a suonare alla mia porta…

Postato in: Diario.di.Border
Ottobre 31st, 2007

Parliamone [ma fino ad un certo punto].

Lei, barricata in una stanza d’albergo che urla di essere lasciata in pace.

Il tutto perchè il direttore si era permesso di chiamare un fisioterapista per farle dare un’ occhiata alla sua lombosciatalgia.

 

E accorsero tutti: telecamere in primis, la sorella, Renato Zero e tutti in tv cercavano di creare l’appello più originale per l’ occasione.

Dovrei fare tesoro di questi insegnamenti.

 

Come mi dovrei comportare io ogni mattina, quando appena sceso dal letto, caldo caldo di piumone, mi ritrovo teletrasportato al polo nord?

Finestre aperte, forti correnti di maestrale nel corridoio e temperature artiche. Mancano solo i pinguini per intenderci.

 

Perchè dopo una notte intera passata con gli infissi chiusi, Mamma Gryphius ha bisogno di aprire tutte le finestre e di far respirare la casa che "puzza di chiuso".

Dovrei urlare anche io e telefonare all’ amministratore.

Gli effetti tuttavia non sarebbero gli stessi.

 

Al massimo giungerebbe sotto caso la prima pubblicista disponibile della "Gazzetta del Mezzogiorno", la vicina chiamerebbe allarmata dalle grida il 113, nessun personaggio famoso verrebbe in mio soccorso se non la signora delle iniezioni [la vera vip del mio quartiere]. Sulla celerità di mio fratello in certe situazioni è meglio non contare.

 

E oggi è solo martedì.

Postato in: Diario.di.Border
Ottobre 30th, 2007

Come ridurre o ritardare gli effetti di una sbornia?

Semplice: mangia cibi grassi.

 

Lo dice un sondaggio pubblicato su un importante portale di informazione medico-scientifica.

Parrebbe infatti che ingurgitare cibi ad alto valore lipidico riesca a rallentare la metabolizzazione e l’assorbimento dell’ alcool nel sangue.

 

Io reintrodurrei l’obbligatorietà del test dell’etilometro solo per scongiurare l’ emergenza obesità.

 

On Air:

Giorno e notte, giorno e notte-e, mangia e non ingrassi, dormi e dimagrisci

Postato in: Educational
Ottobre 29th, 2007

Grande successo per la settimana degli scioperi in Italia: scuola, dipendenti pubblici, assistenti di volo, farmacisti, categorie protette e non. All’ appello mancano solo i parcheggiatori abusivi per intenderci.
Lo scenario dovrebbe essere quello di un paese paralizzato. Dovrebbe.

 

E’ sbagliata l’idea di fondo.
Vogliamo parlare, ad esempio, dell’ inutilità degli scioperi per la scuola?
Si fanno sempre di sabato quando, puntualmente, per il 90% delle classi, è prevista l’ ora di religione, di educazione fisica o di laboratorio di informatica [internet aggratis come se piovesse]. Per non parlare delle scuole medie, in cui sono previste l’ora di musica e quella di laboratorio di educazione artistica.
Sprecare questa giornata per uno sciopero è da folli.

 

Una giornata scomoda anche per gli stessi professori che, costretti all’ assenteismo dai sindacati, sono obbligati a mobilitarsi come pecore in cortei amorfi della durata variabile tra le quattro e le sei ore, o in riunioni e comizi tenuti da cobas, unicobas e chi per loro, non riuscendo neanche a fare la spesa per il pranzo della domenica [cosa che generalmente si fa nei cambi d’aula tra un’ora e l’ altra, giustificando il ritardo alla classe intera con la prima scusa possibile].

 

Ma poi che razza di roba è il “cobas”?

E’ un mostro a due teste col corpo di serpente? Si mangia? Brilla di luce propria? Crea assuefazione? Boh…
Me lo sono sempre chiesto anche dopo aver dato l’ addio al mio banco [primo banco fila centrale: mica pizza e fichi].

 

Alto onore alla categoria delle bidelle: le vere stacanoviste del sistema istruzione italiano, coloro che non scioperano perché azzererebbero gli introiti derivanti dalla vendita di snack, sigarette, assorbenti, caramelle e aulin.
Coloro che ti insegnano più di quanto possa fare un docente con il suo gessetto e il suo registro.

 

Teresa, ti porterò sempre nel mio cuore.

Postato in: Educational
Ottobre 27th, 2007
26
Ott

Black Out

 

26 ottobre 2007. Giorno di giubilo per le carampane di Britney Spears: esce oggi [nei migliori consultori familiari] il quinto lavoro della ragazzina americana più amata dai pusher.

 

L’ etichetta discografica si è vista costretta ad anticipare di più di due settimane la vendita dell’ album che ormai era già sugli ipod di mezzo mondo.
Per invogliare la rimanente parte all’ acquisto, ha messo a punto una innovativa strategia di marketing.

 

Pare infatti che per ogni copia acquistata, verranno distribuite agli avventori dosi omaggio di sostanze stupefacenti a scelta tra: eroina, cocaina, aspirina e valeriana.

 

Già da un primo ascolto ci si rende conto di quanto l’album possa esser stato studiato nei minimi dettagli.
Questo disco rappresenta per l’ artista una vera e propria svolta: a destra e in contromano.
Morta definitivamente la sua voce, sostituita per l’occasione da una massiccia quantità di campionature e suoni vocoder-style.

 

Difficile stabilire se trattasi di un lavoro altamente spersonalizzato o se invece si stia ascoltando una compilation di cover di artisti come: Madonna, Kylie Minogue, Nelly Furtado, Justin Timberlake, Pussycat Dolls, Paris Hilton, Gwen Stefani, Rachel Stevens and much more.

 

Un progetto destinato ad un sicuro successo. Almeno per gli autori e i produttori che sono riusciti ad arrangiare, in taluni casi, melodie di indubbia bellezza e originalità su una voce di poco più sensuale del verso di una gallina strozzata.

 

Unica chicca degna di nota, almeno per il sottoscritto, è rappresentata da “Break the Ice”, scritta da Keri Hilson e arrangiata con la dovuta maestria da Danja, braccio destro di Timbaland [per intenderci].
Una traccia così ben riuscita che è impossibile non chiedersi quanti soldi siano stati versati nei loro conti correnti.

 

Tutto il resto è ciccia già rimasticata. Ne saranno soddisfatte tutte le carampane, sia di questo che di quel continente.

 

Nonostante se ne possano dire di ogni sul conto di questa cantante/artista/madre di famiglia/tossicodipendente, a me piace ricordarla così:

 

Postato in: Varie ed eventuali
Ottobre 26th, 2007