Bidella in the wind
Grande successo per la settimana degli scioperi in Italia: scuola, dipendenti pubblici, assistenti di volo, farmacisti, categorie protette e non. All’ appello mancano solo i parcheggiatori abusivi per intenderci.
Lo scenario dovrebbe essere quello di un paese paralizzato. Dovrebbe.
E’ sbagliata l’idea di fondo.
Vogliamo parlare, ad esempio, dell’ inutilità degli scioperi per la scuola?
Si fanno sempre di sabato quando, puntualmente, per il 90% delle classi, è prevista l’ ora di religione, di educazione fisica o di laboratorio di informatica [internet aggratis come se piovesse]. Per non parlare delle scuole medie, in cui sono previste l’ora di musica e quella di laboratorio di educazione artistica.
Sprecare questa giornata per uno sciopero è da folli.
Una giornata scomoda anche per gli stessi professori che, costretti all’ assenteismo dai sindacati, sono obbligati a mobilitarsi come pecore in cortei amorfi della durata variabile tra le quattro e le sei ore, o in riunioni e comizi tenuti da cobas, unicobas e chi per loro, non riuscendo neanche a fare la spesa per il pranzo della domenica [cosa che generalmente si fa nei cambi d’aula tra un’ora e l’ altra, giustificando il ritardo alla classe intera con la prima scusa possibile].
Ma poi che razza di roba è il “cobas”?
E’ un mostro a due teste col corpo di serpente? Si mangia? Brilla di luce propria? Crea assuefazione? Boh…
Me lo sono sempre chiesto anche dopo aver dato l’ addio al mio banco [primo banco fila centrale: mica pizza e fichi].
Alto onore alla categoria delle bidelle: le vere stacanoviste del sistema istruzione italiano, coloro che non scioperano perché azzererebbero gli introiti derivanti dalla vendita di snack, sigarette, assorbenti, caramelle e aulin.
Coloro che ti insegnano più di quanto possa fare un docente con il suo gessetto e il suo registro.
Teresa, ti porterò sempre nel mio cuore.
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Posted in: Educational
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Ottobre 27th, 2007
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