Dieci giorni di assenza, me ne rendo conto, chiedo scusa. Digerire i pranzi e i cenoni di questi giorni non è affatto cosa semplice.

Specie se a ciò si aggiungono i costanti problemi dell’ adsl di Alice, ma forse è meglio non parlarne e pensare ad altro.

 

Prepariamoci al cenone, come se già non ne avessimo abbastanza, tanto da gennaio ci sono le palestre. E’ a loro che vanno fatti gli auguri per un nuovo anno ricco e prospero.

 

Tra una fetta di salmone affumicato e una patatina guarderemo il messaggio del Presidente della Repubblica, l’unico momento in cui le emittenti locali registreranno il loro massimo picco d’ascolto per la televendita del Vibropower.

Sono i minuti di televisione più lunghi di tutto un anno di palinsensti, gli unici attimi in cui vorresti che venisse trasmessa la pubblicità per poter tornare a respirare e cercare di abbozzare un vago sorriso.

 

Quello del presidente è un discorso che deve far riflettere. Che deve guidare e ispirare nuovi comportamenti. E’ stato stimato che in media, noi, ci pensiamo solo per i trenta secondi successivi alla fine della diretta. Troppo forte diventa poi la voglia di conoscere quale succulenta pietanza vedrà la morte nelle nostre fauci.

 

Il problema non si pone se sei in uno di quei veglioni organizzati in cui l’età media dei festeggianti è tra i 59 e 70 anni. Loro sì che si divertono in quel frangente, sicuramente ballando la mazurka di periferia.

 

Tutti in piazza a fine cena per stappare in allegria, tra la confusione, il baccano delle band in piazza, l’odore di zolfo dei petardi, il freddo e come se non bastasse, quest’anno si aggiunge anche il rischio meningite. Giusto per movimentare di più l’atmosfera.

Tre, due, uno e volano i tappi a propulsione nucleare, che si ti va bene ti sposi, se ti va male hai perso la vista ad un occhio.

Ad oggi mi chiedo se il capodanno in piazza sia un momento di aggregazione sociale o il tentativo mal riuscito di uno sterminio di massa.

 

E poi c’è chi va in discoteca, per digerire il capitone del Natale che è rimasto a farti compagnia nella stomaco nonostante tu abbia ingurgitato chili e chili di Magnesia San Pellegrino. Figuriamoci se debba far effetto il giorno di San Silvestro.

 

Tuttavia, dire addio ad una modica cifra tra i 50 e 100 euro per un ingresso in pista ci rende più felici il giorno dopo. Per lo meno potremo raccontare qualcosa di diverso a mamma, papà e alla famiglia allargata che alle undici e mezza è già a casa per aiutare in cucina a preparare l’ennesimo pranzo da 15 portate, frutta e dolci esclusi.

 

Buon 2008 a tutti voi.

Nessuna frase strappalacrime di accompagnamento. Ne sentiremo fin troppe fino al primo febbraio. In certi asi è meglio fare economia.

Auguroni.

Dicembre 31st, 2007

 

Giusto perchè non sono riuscito a rispettare la tabella di marcia e mi ritrovo a dover acquistare ancora i regali… voi cosa desidereste trovare sotto l’albero?

 

Il sottoscritto ha bisogno di idee che vadano ben oltre il demagogico:

"vorrei la pace nel mondo"

o l’azzeccatissimo

"un adeguato digestivo per l’anguilla del cenone"

[la magnesia la si puo' sempre chiedere alla vicina, per dire...]

 

Qui si cercano idee serii per persone veri.

Postato in: Fuori concorso
Dicembre 21st, 2007

La canzone di Alicia Keys "No One" [quella della pubblicità della Tre per intenderci] e il sempreverde motivetto natalizio di Mariah Carey "All I want for Christmas is you" hanno abbondantemente rotto le palle.

 

Non c’è radio che non le trasmetta con una frequenza di una volta ogni ora. Facciamo qualcosa.

Il rischio di iniziare ad apprezzare i Tokio Hotel diventa sempre più realtà.

Postato in: Life & Style
Dicembre 20th, 2007
19
Dic

Ancora vivo

L’ autostrada è senza dubbio più scorrevole della tangenziale o della superstrada ma è impossibile non addormentarsi alla guida. Tutta dritta, tutta piena di verde e di paesaggi bucolici.

 

E’ come addormentarsi sul divano mentre guardi un documentario del National Geographic.

Non c’è via di scampo.

 

Meglio non affidarsi al caffè espresso dell’ Autogrill: una miscela di merda arabica torrefatta dal forte retrogusto di cicoria. Un bicchier d’ acqua frizzante, per lo meno, è un valido digestivo.

 

Senza considerare che la colonna sonora del viaggio consisteva nell’ ultimo cd di Mario Biondi.

Per carità, bravissimo… ma che due maroni quella voce.

 

Ringrazio il Governo e i sindacalisti tutti per non avermi fatto addormentare: per fortuna c’erano i tir da sorpassare.

 

E c’ho messo pur la rima.

Postato in: Diario.di.Border
Dicembre 19th, 2007

A giudicare da quanto detto dal volto storico della Eminflex [non Mastrota, ma quello bassino e con la faccia da porco che si vede anche sulle emittenti locali], ben 13 milioni di italiani hanno scelto i suoi materassi.

 

L’ Italia vanta al momento una popolazione di 59 milioni di abitanti, extracomunitari e clandestini inclusi. A conti fatti quindi, più del 22% degli italiani dorme su letti Eminflex.

 

Che ci sia una corrispondenza biunivoca tra gli acquirenti dei materassi  dell’ elefante e i cittadini firmatari del Partito delle Libertà del duo Berlusconi-Brambilla?

 

Che forse si segua la politica "un voto per un materasso"?

Io non mi stupisco più di niente.

 

Certo che siete in tanti a dormire sul losangato Infinity eh…

Dicembre 15th, 2007