Marrò, Blè, Bordò.
Also sprach die Verkauferin.
O per meglio dire "così parlo la commessa" del negozio di calzature.
Capita spesso e volentieri che gente come me, difficile nei gusti e a suo modo poco conformista, non riesca mai a scorgere qualcosa di convincente in tutta la merce esposta in malomodo nelle vetrine e sugli scaffali.
Figuriamoci poi di pretendere ciò in pieno periodo di saldi.
Capita, più raramente invece, di venire attratti da una scarpa e di fiondarsi nel negozio alla disperata ricerca di una commessa, mai come in questi casi, così desiderata.
Lei, radiosa, sulla cinquantina abbondante, capello unto e diradato. Bella come il sole all’equatore con cinquanta gradi all’ombra.
Mi porge il modello da me indicato giustificandosi per il fatto che, di questo tipo di scarpe, non fanno la versione in Marrò.
Non finisce qui. Tsè. La particolarità di queste scarpe risiede nelle suole interne estraibili.
Bordò per quella destra e Blè per quella sinistra.
Pare che siano state modellate differentemente per permettere ai plessi plantari di raccogliere al meglio la linfa che scorre attraverso i meridiani distribuiti su tutto il corpo.
Mica ciufoli signori.
Una pranoterapeuta dalla faccia di commessa che ti infila e ti allaccia le scarpe non è mica roba da tutti i giorni.
Quindi, ricapitolando.
Ho un nuovissimo paio di scarpe nere zen che mi permetterà di dischiudere tutti i miei chakra nonostante la crisi di governo;
ho ben ottantacinque euro in meno nel portafogli [evviva i saldi];
pur essendo uomo indosserò un paio di scarpe "Frau" [tanto siamo nel nuovo millennio...];
ho al loro interno due suole diverse l’una dall’altra, sintomo del fatto che ho due piedi deformi e asimmetrici [tuttavia non è previsto l'utilizzo di calze spaiate].
Resta invece un enorme dubbio:
ipotizzando che sia vero il fatto per cui "blu e marrone fa cafone", come la mettiamo adesso che sono costretto ad abbinare il marrò delle giacche con il nero delle scarpe e, a sua volta, con il blè ed il bordò delle suole?