Menomale che l’urna c’è

Siamo appena entrati nella fase del silenzio elettorale e già accuso sintomi di elevata dipendenza da tribune politiche. Sudore, tremori, spasmi e allucinazioni. Soprattutto allucinazioni.
Ho bisogno di ritornare a guardare il grande neo sul viso di Veltroni, perfettamente pulito e lucente. Così lindo, che non puoi non domandarti se i peli asportati da quell’abbozzo di carne dall’ insano colorito siano stati impiantati sulla testa di Berlusconi, previo precedente intervento di scalpo riduzione. Forse la più maestosa delle tanto osannate “grandi opere”.
E poi c’è la erre pacatamente moscia di Fausto Bertinotti, così musicale e inconfondibile quanto la voce stridula della Santanchè, austera e snob. Sempre un tono sopra, perchè lei sotto proprio non ci sta.
Voglio ritornare ad ascoltare Di Pietro e domandarmi sull’effettiva efficienza del lavoro svolto dai vari Zanichelli, Garzanti e De Mauro. Che abbiano forse perso tempo inutilmente?
E come dimenticare Boselli che, rimasto vedovo della Bonino, pare ringiovanito di dieci anni. L’unico che se la gioca con quel bravo ‘uaglione di Casini, spina del fianco del centro destra e ormai assurto a “Gianni Morandi” della politica de ‘noantri. Un eterno ragazzino.
Cantami o diva del pelide Bossi (e dei suoi fucili puntati sui Maroni), l’ira funesta.
E ho fame delle video ricette veloci di Giuliano Ferrara, uno dei pochi chef che dell’uovo riesce a tenere proprio tutto, evitando la fastidiosa procedura di separazione dei tuorli dagli albumi.
Ma soprattutto, più di ogni cosa, voglio un’ultima lezione di vita di Raffaele Lombardo, che ha fatto capire a tutti noi italiani che per ottenere un briciolo di notorietà non occorre partecipare al Grande Fratello, fare il tronista dalla De Filippi o ballare e cantare nell’ accademia di Amici. Grazie di tutto Raffaè.
Non ci è rimasto che andare a votare, unico diritto e dovere concessoci. E se proprio non vogliamo votare, diamoci a qualcosa di socialmente utile: facciamo all’ ammòre, che ormai pure quello è precario. Domani potrebbe essere già tardi.
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Postato in: Per il sociale
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Aprile 12th, 2008
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