Vabbène, è solo che ho passato le ultime due settimane all’insegna della più totale leggerezza sorseggiando long drink e intrattenendomi con discorsi che spaziavano tra il semiserio e il fatuo andante: ma che c’è di male? Allora, mettiamola così, ci sono tanti argomenti di cui nessuno parla. Ci sono questioni che non vengono mai toccate, che generano più tabù del sesso. Una fra queste, è quella della morte dei gatti randagi. Mi spiego: tutti avranno sicuramente avuto a che fare con persone che sono solite dar da mangiare a queste povere creature, che escono fuori di casa agli orari più insoliti per lasciare sul marciapiede la classica vaschetta in alluminio riempita con del latte o dell’acqua, o persone che buttano dal balcone gli avanzi dei propri pranzi e delle loro cene. Per dire. Fatto sta che non vedo mai nessuno che porta via i cadaveri quando queste bestie muoiono. Se ne dovrebbe occupare l’ufficio di igiene o la asl di competenza ma, non vedendo mai nessuno di questi insoliti individui, sono ormai arrivato alla ferma convinzione che i gatti randagi, una volta accasciatisi esanimi al suolo, ...