Noto compiaciuto [?] che l’argomento “calcio” tira molto più di un pelo di figa perfino nella blogosfera. Quindi non siamo [siete?] tutti così nerd come sosterebbe Studio Aperto.

Succedeva ieri che, mentre tutti in Italia si preoccupavano delle considerazioni del Consiglio Superiore della Magistratura sulla legge salva-Berlusconi, la canicola estiva stava per mietere una nuova vittima: il sottoscritto [Pressione Max: 90; Pressione Min: 52; Pulsazioni 46/min].

Non ho visto né la luce, né il tunnel, né tantomeno ho sentito profumo di fiori.
Però mi girava la testa: non so se sia da considerarsi un vero e proprio “viaggio”, ma di certo è stato meglio che essere sul dagadà.

E’ stata una sorta di esperienza formativa carica di riflessione.
Dopotutto, se il passaggio deve essere così traumatico, fatto di vertigini, capogiri e vomito, di ‘sta benedetta luce di cui tutti parlano posso tranquillamente farne a meno. E poi mi piace la luce ambrata, non quella bianca effetto neon da cucina.

Dipendesse da me, preferirei morire nel sonno. La luce la vedo ogni giorno.

Sai che trauma sarebbe credersi svegli e invece essere tutt’altro che vivi?
No, no. Voglio morire nel sonno.

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Giugno 26th, 2008
23
Giu

Italianità

Addio europei. Non che la cosa mi possa tangere più di tanto.

E poi basta con questo tricolore e l’inno di Mameli solo quando c’è la partita della nazionale sfigata. Gli americani indosserebbero le mutande a stelle e strisce perfino la loro prima notte di nozze e ho visto un gruppo di inglesi usare la loro bandiera come tovaglia per la loro “dinner”. I francesi probabilmente ci sigillerebbero le loro fragranti baguette prima di metterserle sotto le ascelle e gli spagnoli, beh, quelli non voglio neanche immaginare.

A noi italiani proprio non ci riesce di avere uno spirito patriottico che vada oltre i mondiali o gli europei di calcio.

E cadiamo nel ridicolo quando diamo fuoco alle micce dei petardi comprati per festeggiare una vittoria mai arrivata, solo perché abbiamo perso un capitale per acquistarli e probabilmente perderemo una mano per farli scoppiare.

Da bravo italiano anomalo, accompagnato da un manipolo di impavidi individui, ordinavo tra un supplementare e l’altro un paio di vodka lemon, ridendo nel silenzio e nell’angoscia che avvolgeva un intero paese.

Le cose devono cambiare.

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Giugno 23rd, 2008

 

Mi sa che ci faccio una bella maglietta da mostrare con orgoglio in spiaggia.

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Giugno 11th, 2008

Il sottoscritto sta al mare come una vacca sacra sta al Gange, indi per cui, impavido avrebbe sfidato in questo lungo weekend le ire di Poseidone.

Per intenderci meglio: nelle fredde acque basso-adriatiche del barese solo io, due infermi mentali conclamati ed una colonia di pinguini autoctoni incuriositi dalla mia presenza.

Il quadro clinico del paziente alle ore 01.16 riporta le seguenti somministrazioni:

- 25 gocce di Novalgina

- 80 mg di Ketoprofene [per noi global: Oki]

- 140 mg di Nimesulide [per noi global: Aulin]

- 250 mg di Paracetamolo [per noi global: Tachipirina]

 

Voglio il Vicodin di Gregory House!

Postato in: Diario.di.Border
Giugno 3rd, 2008

 

C’è qualcosa che mi sfugge o che mi è sfuggito in questi anni e che mi rende sempre più lontano dalle nuove generazioni, oltre l’età che inesorabile incalza: i cartoni animati.

Non mi capacito della stupidità di certi cartoni trasmessi dalle più blasonate emittenti nostrane.

 

Nulla da spartire con quelli che hanno accompagnato la mia infanzia. Fra tutti, i “Cavalieri dello Zodiaco”.

 

In quel cartone c’era tutto quello di cui un bambino aveva bisogno: fantasia, trasporto emotivo, violenza e sesso, in tutte le salse. Quest’ultimo pensiero, lo ammetto, è maturato in età più adulta, quando l’esperienza ti aiuta ad interpretare certe immagini rimaste indelebili.

 

Prendiamo ad esempio il rapporto fra Pegasus e Lady Isabel: indiscutibile il fatto che i due fossero propensi a pratiche sadomaso e giochi di ruolo in stile Mistress/Slave. Ricordo ancora la scena in cui una giovane Isabel costringeva un altrettanto piccolo Pegasus a portarla sulle sue spalle, mentre costui, di ginocchia, era costretto a mimare il trotto e il galoppo di un cavallo.

 

Per non parlare del feticismo di Tisifone, colei indossava tutto il giorno una maschera specchiata e che tutti chiamavano “la sacerdotessa”. Sicuramente fonte di ispirazione per Kubrick durante la stesura del suo Eyes Wide Shut. A ciò aggiungiamo il suo urlo di battaglia: “Cobra incantatore”, scusate se è poco.

 

C’era poi un poliedrico Cristal affetto da un sottilissimo filo di necrofilia misto a tutte le componenti caratterizzanti il complesso di Edipo, un insolito Andromeda, decontestualizzato per via dei suoi capelli verdi e della armatura rosa shocking che lo rendevano molto più simile ad un componente delle Gem e le Olograms, che non ad uno dei Cavalieri.

 

Dopo tutte queste immagini sopra le righe, si ritornava con i piedi per terra con i due personaggi meno discutibili sulla materia: Sirio e Phoenix. Differenti l’uno dall’altro ma paradossalmente legati dalla stessa sfiga. Il primo era il prototipo del marito medio cornuto, accasato e sposato con l’unica figa giapponese, tale Fiore di Loto, che, durante la sua assenza, si bombava il Maestro dei Cinque Picchi.

Il secondo Phoenix, era così emancipato ed autosufficiente che, bastandosi da sé, campava probabilmente di masturbazione ed autoerotismo.

 

Magari un’altra volta vi parlo di Ken e Lupin…

Maggio 7th, 2008