Ormoni
“A quell’età non stai mica a pensare all’amore, a diciannove anni ti tira il cazzo!â€
Mara Maionchi
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Postato in: Educational
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9 commenti »
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Giugno 4th, 2008
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“A quell’età non stai mica a pensare all’amore, a diciannove anni ti tira il cazzo!â€
Mara Maionchi
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Giugno 4th, 2008
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Malcontento diffuso e astensionismo in crescita di 4-6 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni.
Partono i primi appelli per stimolare gli indecisi al voto.
Che poi c’è da spiegarsi cosa si aspettavano i leader di partito e i giornalisti, manco fossero venuti a conoscenza dell’ultimo segreto di Fatima.
Io, fossi uno dei candidati premier, più che promettere tagli fiscali e programmi di governo dalla improbabile realizzazione, punterei tutto sull’aspetto materiale:
un timbro sulla tessera elettorale, due schede da segnare con una “ics”, una stretta di mano e una bella dieci euro da intascare per il disturbo.
Anche i degenti del reparto terapia intensiva del policlinico universitario si rianimerebbero e verrebbero al seggio con un bel sorriso, di quelli che neanche al pranzo con i suoceri…
Massì, accontentiamoli, andiamo a votare e sulla scheda elettorale segnamo la nostra preferenza per il Partito Pitagorico: l’unica coalizione non presente sulle schede elettorali, un po’ come i film fuori concorso alla notte degli Oscar e come la Bertè a Sanremo.
Votare è semplice:
basta disegnare due circonferenze distinte, aventi stesso diametro, cercando di collegare l’una all’altra da una parabola di tipo decrescente.
Il partito più longevo e suffragato di tutti i tempi.
Non potevo non lasciarmi trascinare dal post precedente.
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Postato in: Educational
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Aprile 14th, 2008
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Se è vero che c’è del marcio in Danimarca, è altrettanto vero che a noi italiani sguazzare nella merda “ci” piace assai.
Che poi, in fin dei conti siamo solo bravi a lamentarci, mai un golpe, mai una rivendicazione dal basso… il massimo che sappiamo fare è uno sciopero, di quelli utili solo per andare a fare spese.
E’ in questi momenti che vorrei essere nella Parigi del 1793, sedermi davanti al Re sotto la ghigliottina.
Così, per vedere di nascosto l’effetto che fa.
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Postato in: Educational, Per il sociale
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Aprile 2nd, 2008
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Mi è capitato di sentire in radio l’intervista ad un noto produttore italiano di film hard che si lamentava del fatto che l’industria cinematografica del settore stia naufragando verso la crisi. Causa di ciò, manco a dirlo, internet.
Cioè si lamentava del fatto che i film venissero scaricati e non più acquistati.
Ora, non per dargli torto, ma da ragazzino, i film che circolavano tra noi adolescenti erano tutti in cassette pirata, registrate a loro volta da copie di altrettante copie. Era come nel film “The Ring”.
Chi ne entrava in possesso, prima di restituirlo al legittimo proprietario se ne faceva una copia personale, con il risultato che alla fine non riuscivi a capire nulla della “trama”, vedevi solo un alternarsi distorto di linee e scintillii che ti portavano a pigiare il tasto “stop” del telecomando e a sintonizzare la tv sulla prima emittente locale che in modo random riproponeva ogni sera lo stesso filmetto, con gli stessi culi e le stesse tette, gli stessi attori e le stesse comparse.
I membri maschili no. Quelli no. Censurati.
Che poi, uno si chiede, se sia peggio la sensazione di vedere una mazza in azione o quella di guardare un paio di calzini bianchi. Vabbè, non stiamo a sindacare.
Ritornando sulla questione a piè pari, posso capire se un simile discorso venisse fatto da un editore di giornaletti pornografici, ma da un produttore di film hard, quelle parole, destano al riso.
Ok, è vero che molti di noi sono sempre stati attratti da quelle edicole che ti sbattevano le video cassette incriminate tra un Corriere della Sera e un album Panini, ma quanti di noi poi le hanno effettivamente comprate? Quasi nessuno.
Piuttosto, quello che penserei, fossi malauguratamente un regista hard, è che i gusti del pubblico afferente sono palesemente cambiati.
Nel senso che adesso siamo molto più propensi al genere “amatoriale” di quanto non lo fossimo un tempo. Il gusto è stato modificato dalla ricca offerta di cortometraggi domestici presenti sui vari server di YouPorn, XTube et similia.
Non fate quello sguardo: siamo tutti peccatori.
Di contro, è nata anche la più perversa delle curiosità: il tagging per città. Ovvero la ricerca dei filmati realizzati nelle nostre città, con il solo scopo di spiare le abitudini sessuali di quelle persone che potremmo anche incrociare per le vie del corso.
Non mi stuperei se un giorno mi imbattessi in un video con protagoniste le arcinote studentesse del mio interno. Ma sicuramente, sarei devastato dalla visione della mia vicina all’opera.
Il sermone è finito.
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Postato in: Educational, Loveline
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Marzo 13th, 2008
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Qualcuno ha pronunciato nei giorni scorsi queste parole.
“Bisogna convincere gli abitanti della Val di Susa della nessuna pericolosità di questo progetto e bisogna che lo stato ritorni a fare lo Stato, cioè a far valere la propria autorità per la difesa della legalità. Non è ammissibile che delle comunità… uh… delle minoranze organizzate, si oppongano alla realizzazione di ciò che lo Stato ha deciso e che è diventato diritto di tutti i cittadini. Questo vale per tutto. Vale per i rigassificatori, vale per le discariche vale per i, i, i, i , gli stabilimenti di incenerimento di rifiuti, per i termovalorizzatori eccetera; vale per chi per far valere una propria protesta aziendale interrompe una autostrada, una ferrovia o un aeroporto.
Questo non deve essere consentito in uno stato di diritto.”
Adesso, questo qualcuno, mi speghi cos’è lo Stato di diritto e mi mette al corrente delle relative differenze con uno stato di tipo assolutista.
Attendo delucidazione in merito.
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Postato in: Educational, Global Warming
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Febbraio 24th, 2008
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