Malcontento diffuso e astensionismo in crescita di 4-6 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. Partono i primi appelli per stimolare gli indecisi al voto. Che poi c’è da spiegarsi cosa si aspettavano i leader di partito e i giornalisti, manco fossero venuti a conoscenza dell’ultimo segreto di Fatima. Io, fossi uno dei candidati premier, più che promettere tagli fiscali e programmi di governo dalla improbabile realizzazione, punterei tutto sull’aspetto materiale: un timbro sulla tessera elettorale, due schede da segnare con una “ics”, una stretta di mano e una bella dieci euro da intascare per il disturbo. Anche i degenti del reparto terapia intensiva del policlinico universitario si rianimerebbero e verrebbero al seggio con un bel sorriso, di quelli che neanche al pranzo con i suoceri… Massì, accontentiamoli, andiamo a votare e sulla scheda elettorale segnamo la nostra preferenza per il Partito Pitagorico: l’unica coalizione non presente sulle schede elettorali, un po’ come i film fuori concorso alla notte degli Oscar e come la Bertè a Sanremo. Votare è semplice: basta disegnare due circonferenze distinte, aventi stesso diametro, cercando ...